Essere diversi, ma non meno.

A cura della dott.ssa Anna Saito, psichiatra e psicoterapeuta della Clinica Santa Croce.
Esperta nel trattamento dei pazienti con Disturbo dello Spettro Autistico.

Il 18 Febbraio è la Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger, una giornata che dovrebbe spingerci a riflettere sull’approccio alla diversità. Talvolta, spinti dalla paura che deriva dal non sapere, tendiamo ad associare il diverso come negativo, quando in realtà dovremmo abbracciare le differenze e accorgerci del loro valore.

La sindrome di Asperger è una forma lieve di autismo – catalogato nel Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali, nell’ultima edizione, come disturbo dello spettro autistico – non associata a ritardo cognitivo né a disturbi del linguaggio e per tale ragione definito “ad alto funzionamento”.

Pertanto, è da considerarsi un disturbo del neurosviluppo che viene diagnosticato esclusivamente sull’osservazione di comportamenti atipici.

Il nucleo del tratto genetico autistico, seppure sfumato e lieve nella S. di Asperger implica una difficoltà nell’apprendimento delle regole e comportamenti sociali in odo implicito e automatico, ossia senza necessità di un insegnamento specifico. Molto spesso e in diverse forme peculiari di ciascun individuo, si evidenziano comportamenti bizzarri e non aderenti a modelli di comportamento sociale aspettato e tipico di ciascuna età cronologica.

Fanno parte del corredo sintomatologico una difficoltà più o meno accentuata di cogliere il punto di vista dell’altro, incomprensione di doppi sensi e metafore, spesso non è presente senso di humor. Punto di forza di questo tipo di funzionamento è legato alla capacità di pensare per immagini, a tale proposito è molto esplicativa una conferenza tenuta dalla prof.ssa in agraria Temple Grandin persona sulla cui storia di vita è stato prodotto un film che è intitolato con il suo nome.

Le persone con tale funzionamento possono risultare impopolari, a volte irrispettosi delle regole e con interessi ristretti e non sempre condivisibili con i pari. Per questo non è purtroppo raro che le persone che hanno questo tipo di funzionamento si trovino ad essere oggetto di fenomeni di bullismo, che possono essere la causa di comorbidità psichiatrica. Negli adolescenti in particolare possono insorgere disturbi del tono dell’umore, ovvero stati depressivi anche gravi legati alla consapevolezza del limite che li caratterizza e ciò che tali limiti comportano.

Un approccio al problema che offra strumenti per apprendere una teoria della mente (ovvero la capacità di leggere ed interpretare il punto di vista dell’altro) che in tali soggetti sembra essere di difficile acquisizione, può rappresentare una forma di aiuto valida ed efficace, che consente alla persona con Asperger di interagire socialmente in modo più competente e gratificante. Tali approcci terapeutici si avvalgono di tecniche di analisi applicata del comportamento che utilizzando particolari strategie e strumenti forniscono un modo per apprendere la teoria della mente, facilitando nei soggetti la comprensione di segnali verbali e non verbali utili alla decodifica del comportamento sociale.

La comunità medica e scientifica è attiva nel cercare nuove terapie e soluzioni per alleviare la grande sofferenza che accompagna la vita di questi individui, talvolta discriminati proprio per un modo di essere diverso. Oltre a questo, le comunità di supporto in giro per il mondo si occupano di fornire un aiuto indispensabile per i soggetti affetti da Asperger.

Nel canton Ticino l’associazione asi – Autismo Svizzera Italiana, attiva da oltre 30 anni, promuove la sensibilizzazione sul tema dell’autismo attraverso eventi e iniziative varie, e offre sostegno alle famiglie attraverso gruppi di Aiuto. Propone inoltre momenti d’incontro e attività per il tempo libero quali atelier domenicali e vacanze. Dispone inoltre di un’Antenna che raccoglie le richieste dei familiari aiutandoli ad orientarsi verso i vari servizi che operano sul territorio.

Da qualche anno è attivo all’interno di asi il gruppo GAT, che si rivolge appunto a persone affetta dalla sindrome di Asperger, offrendo loro momenti d’incontro e uno spazio di dialogo informale “in simpatia”.

Asi collabora strettamente con la Fondazione ARES che si occupa di presa in carico di bambini e adulti con Disturbi dello Spettro Autistico, per l’accompagnamento scolastico, abitativo e professionale. Oltre a questo la Fondazione Ares gestisce un Centro di Informazione e Documentazione (CID) specializzato e pubblica, attraverso le Edizioni Fondazione Ares, documenti mirati e pratici per lavorare e comprendere l’autismo. Inoltre, grazie a collaborazioni attivate con altre organizzazioni partner, s’impegna a costruire percorsi formativi e progetti culturali a sostegno di una società sempre più inclusiva.

Anna Saito

Psichiatra e Psicoterapeuta della Clinica S. Croce

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