Giornata del malato
Ogni anno, il 1° marzo, in Svizzera si celebra la Giornata del malato, promossa dall’AGMSI. Questa ricorrenza nasce con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla realtà delle persone confrontate con una malattia, ma anche sul ruolo fondamentale di familiari, professionisti della salute e volontari che accompagnano il percorso di cura.
La giornata del Malato non è soltanto una giornata simbolica. È un invito collettivo a fermarsi, ad ascoltare e a riconoscere che dietro ogni diagnosi c’è una persona con una storia, desideri, paure e risorse. È anche un’occasione per riflettere sul valore dell’empatia e sull’importanza di un sistema di cura che non si limiti agli aspetti clinici, ma che metta al centro la dignità e la voce del paziente.
Il tema 2026: Autodeterminati e coinvolti
Il tema scelto per quest’anno dall’AGMSI – “Autodeterminati e coinvolti” – pone l’accento su due concetti fondamentali nel percorso di cura: la possibilità di scegliere e la possibilità di partecipare.
Essere autodeterminati significa poter esprimere i propri bisogni, le proprie preferenze e le proprie priorità. Significa non sentirsi semplicemente destinatari di decisioni prese da altri, ma parte attiva del proprio percorso di cura.
Essere coinvolti significa invece sentirsi ascoltati, presi sul serio, integrati nel dialogo con i professionisti e con le persone vicine. Significa che la cura non è qualcosa che “si subisce”, ma qualcosa che si costruisce insieme.
Una scatola di pensieri: dare voce ai pazienti
Per dare concretezza a questo tema, abbiamo scelto di partire da chi il percorso di cura lo vive ogni giorno. Nello spazio di Socioterapia abbiamo messo a disposizione una scatola: un gesto semplice, ma carico di significato. Ognuno ha potuto inserire, in forma anonima, un proprio pensiero, una frase, una riflessione personale.
A guidare questo momento di condivisione sono state tre domande:
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Cosa ti motiva nel tuo percorso di cura?
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Cosa ti fa bene nel tuo percorso di cura?
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In quale modo vorresti essere aiutato e supportato da chi ti è vicino?
Da queste parole sono nati dei collage che raccolgono le frasi più significative: frammenti autentici di vissuto, speranza e consapevolezza:
Autodeterminazione come percorso condiviso
Dalle parole raccolte emerge un messaggio chiaro: l’autodeterminazione non significa fare tutto da soli. Significa poter scegliere, esprimersi, partecipare – all’interno di una rete di relazioni significative. Essere coinvolti vuol dire sentirsi parte attiva, ma anche sapere di poter contare su professionisti competenti e su persone care capaci di ascoltare senza giudicare. La Giornata del malato ci ricorda che la cura è un cammino condiviso. E che ogni voce conta.
